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Ogni tanto mi metto anche al computer per scrivere esperienze o stati d'animo ... 

Alaska:  Fiume Alagnak 2018


Ecco, quando mi alzo la mattina e vedo il quadro appeso fuori dalla mia stanza da letto, posso dire “ci sono stato” finalmente….

Un quadro di legno comprato da un antiquario di Como nel lontano 1993… quando ancora non pescavo a mosca ma che per venticinque lunghi anni mi ha tormentato ogni giorno.

Giunto al traguardo dei cinquanta anni ho, infatti, deciso di farmi un regalo e recarmi in un posto nuovo, con una coppia di amici “speciali” nel tanto decantato paradiso mondiale della pesca. L’Alaska. I miei amici li ho definiti “speciali” perché non è da tutti decidere di fare il proprio viaggio di nozze nella terra dei Salmoni e dei Grizzly.

Come meta ho scelto il fiume Alagnak nel parco Nazionale del Kenai presso lo stupendo Lodge dell’Alaska Trophy Adventures, detto più semplicemente ATA Lodge. Un posto isolato in mezzo ad una natura incontaminata e raggiungibile solo con un volo interno di circa quaranta minuti dal luogo abitato più vicino, King Salmon. Un posto dedicato specialmente ai pescatori a mosca, infatti, nessuno usa o ha usato altre tecniche di pesca durante la stagione o per lo meno quando io ero presente. L’organizzazione all’interno del Lodge è perfetta cosi come ottimo è il cibo che viene servito la sera a cena o la mattina a colazione. A mezzo giorno invece, panini “fai da te” e qualche “snack” durante la pausa nella giornata di pesca.

Una volta raggiunto il Lodge e preso possesso ciascuno del proprio alloggio prenotato e trascorsa la prima mezza giornata per ambientarsi, le giornate di pesca si sono svolte ogni giorno nello stesso modo. Sveglia alle 7’30, colazione alle 8’00 e alle 9’00 partenza con una barca a idrogetto lungo il fiume Alagnak, una guida di pesca ogni due pescatori è l’ideale per potersi divertire tutto il giorno e rientrare stanchi ma felici alle 17’30.

Nel periodo scelto (fine agosto - inizio settembre) la pesca è stata magnifica per la caccia ai Silver (o Coho) freschi di risalita. Una scelta voluta, infatti, tra le cinque specie di salmone del Pacifico il Silver è senza dubbio il più divertente e combattivo, si comporta come le grosse trote “arcobaleno” (Rainbow) con fughe e spettacolari salti fuori dall’acqua, inoltre, a differenza delle altre qualità attacca le mosce artificiali ed è raro che capiti di infilzare qualche esemplare per errore. Oltre ai Silver son stati numerosi anche i Cham, i Pink, le Trote Arcobaleno, i Temoli Artici e qualche bel Salmerino. Insomma, c’era solo l’imbarazzo della scelta.

Oltre alla pesca, cio’ che più mi ha colpito è stata la massiccia presenza di orsi. I primi li abbiamo visti dal piccolo aereo ancora prima di atterrare sulla pista sterrata del Lodge, poi, ogni giorno lungo il fiume, potevamo ammirare questi stupendi animali mentre giocavano, lottavano o cacciavano i pesci, senza correre alcun rischio poiché le nostre guide esperte sapevano come comportarsi e in caso di vero pericolo avevano armi di grosso calibro per farli scappare sparando in aria. Comunque, la natura in Alaska ogni giorno ti regala nuove emozioni, albe dorate, tramonti rosso fuoco, aquile, castori, uccelli di ogni tipo, lupi, alci ecc ecc. Tutti animali già visti durante i numerosi viaggi che ho intrapreso in Canada, Nord America, Russia o Lapponia. Ma mai tanti come in Alaska, in un ambiente unico.

L’unico “problema” della pesca in Alaska è il costo. Ne ero informato già prima di organizzare il viaggio ma mi sono detto : “…. Alex o vai adesso o resterai il resto della tua vita a guardare il quadro ogni mattina…” Per pescare in maniera comoda (intendo con guide e barche a disposizione ogni giorno) in un Lodge che fa della Pesca a Mosca la sua principale attrattiva, la cifra totale è di circa 7 – 8’000 franchi tutto compreso. Prezzo che include voli andata e ritorno dall’Europa, due pernottamenti ad Anchorage, volo interno con un Saab 2000 da Anchorage a King Salmon, trasferimento da King Salmon al Lodge, trattamento in pensione completa, permessi di pesca, barca e guida giornaliera, per un totale di 10 giorni di vacanza e 7 giorni di pesca. Altre soluzioni, come ad esempio un trip lungo il fiume con le tende costano un po’ meno. Ma si pesca meno e se piove (molto probabile) il comfort del Lodge non ha paragoni.

Per questa esperienza ho potuto contare sull’aiuto dell’amico Giorgio Cavatorti, titolare del negozio “Like e River” specializzato in articoli e viaggi per la PAM. Grazie alle sue conoscenze abbiamo potuto prenotare la settimana nel periodo migliore. Un grazie di cuore va anche agli amici Roberto e Cindy Bolzan, oltre a trascorrere una magnifica luna di miele hanno potuto vivere la loro prima esperienza a pesca di salmoni e vedendo la loro soddisfazione la vacanza è stata per me, ancora più bella.

Arrivederci Alaska … Per qualsiasi dettaglio vi consiglio di visitare il sito https://www.atalodge.com

Alex P.

(Vicepres. del CPMT)

Prima settimana di giugno 2017: nuova esperienza Austriaca


Quest’anno in compagnia di mio fratello Andrea mi sono recato in una riserva nel cuore del parco Nazionale Austriaco degli Alti Tauri. Si raggiunge la località di St. Jackob an Defereggen passando dall’Italia o come nel nostro caso via Innsbruck – Brennero – Passo Stalle. Un tragitto un po’ piu’ lungo ma privo di fastidiosi caselli, colonne e problemi vari che puntualmente si incontrano quando si viaggia in Italia.

E’ la seconda volta che visitiamo questa zona ma cambiando Albergo si ha la possibilità di sondare nuovi tratti di fiume e stupendi ruscelli laterali in concessione ai padroni dei vari Hotel. Infatti come forse tutti gia sanno le acque Austriache non sono pubbliche ma privatizzate e gestite in maniera oculata per il benessere di pescatori e turisti. Non nascondo che in passato in altre località ho trovato un eccessiva immissione di pesci adulti di dubbia qualità ma non in questo caso, tutto materiale ittico di buona fattura e cresciuto nel fiume dato che quando serve danno una mano a madre natura con immissione di soli avannotti.

5 giorni di pesca per 5 qualità di pesce, infatti oltre alle solite fario e iridee è possibile insidiare anche stupendi salmerini fontinalis, salmerini alpini e anche qualche temolo.

Abbiam avuto la grande fortuna di avere tutta la riserva a nostra disposizione in maniera esclusiva dato che eravamo gli unici pescatori presenti in quella settimana. Una cosa davvero rara e che abbiam potuto godere in massimo relax.

A inizio settimana la meteo è stata un po’ cattiva nei nostri confronti dato che dopo una settimana di temperature torride per quelle latitudini (si parla di 30 gradi) quando siamo arrivati ha iniziato a piovere. La Schwarzach era un po’ torbida ma utilizzando la tecnica dello streamer o della ninfa le catture son state numerose e di ottima taglia .. con un paio di esemplari oltre il chilo che se la sono “svignata” … purtroppo.

Dopo un paio di giorni con temperature di 3 gradi il mattino, il tempo è migliorato, i livelli sono notevolmente calati e la pesca a mosca secca ha avuto inizio secondo le nostre attese. Inutile dire che in una settimana di pesca in questi luoghi si hanno le soddisfazioni che in Ticino si possono raccogliere solo raramente, per quel che riguarda la quantità ma soprattutto la taglia del pesce. Non si parla di pesci enormi chiaramente, si pesca dai 1'400 ai 2'000 metri d’altitudine, ma trote di 24 cm qua sono ridicole … la media si aggira sui 28 30 se si parla di fario o salmerini fontinalis, 30 – 35 per le iridee, e il regolamento è molto semplice, non si deve girare con un libro in tasca, no-kill integrale, solo pesca a mosca con coda di topo e chiaramente solo ami senza ardiglione, PUNTO.

La natura è stupenda, la valle laterale della riserva un paradiso per la pesca a mosca, un torrente che scorre in mezzo ai pascoli o in una bellissima pineta. Inoltre non manca un punto di ristoro per escursionisti e pescatori con tutti i tipici piatti tirolesi. Dai formaggi allo speck e la cordialità della gente ti fa sempre rattristare quando giunge il momento di tornare a casa perché, almeno nel mio caso, vorrei che il mio paese torni ad essere come l’Austria, dove il valore della natura viene prima del valore dei soldi e del profitto.

Un saluto a tutti i soci del CPMT

1977 – 2017 : Quarant’anni di Club !


Era il 3 marzo 1977 quando si tenne la prima riunione di comitato del club Pescatori a Mosca Ticino presso il ristorante Alpino di Rivera. Nello stesso luogo il primo dicembre sempre del 1977 l’ex Presidente della Confederazione Flavio Cotti venne a farci visita per assistere alla proiezione di un film inerente la nostra passione e presentato da Daniela Grigioni della TSI. Lo scopo di tale invito aveva come obiettivo di raggiungere la modifica dell’artico 20 della legge sulla pesca. E sapete cosa prevedeva ? Il divieto di guado nei fiumi, cosa che compromette la nostra attività e lo sviluppo della pesca a mosca. Lo stesso venne abolito nel 1982. Come potete notare sono passati 40 anni ma le nostre battaglie per migliorare la situazione non sono ancora finite e a volte ci tocca pure ripeterle….

I fondatori furono:

Presidente : Riccardo Bärlocher

Segretario : Teodoro Wettstein

Membri Fondatori : Dr. Sergio Arma, Dr. Augusto Orselli, Mario Chiari, Walter Monn e Franco Bernardoni.


Da sempre soci del club e membri del nostro comitato furono e sono oggi piu’ di ieri dei grandi viaggiatori. Persone che hanno pescato e pescano nei quattro angoli del globo, gente che tocca con mano tante altre realtà, che rispetta leggi, tradizioni, e soprattutto le nostre prede, che siano di mare o d’acqua dolce. Centinaia, forse migliaia di pescatori che nel corso di questi 40 anni hanno avuto una cosa che li accomunava quando tornavano in Ticino… Riscontrare che purtroppo da noi si stava perdendo tempo e contatto con la realtà, che man mano passavano gli anni una pesca praticata unicamente per portare il pesce in tavola non era piu’ sostenibile, con leggi troppo permissive riguardo a numero di catture e misure minime di protezione. Leggendo verbali di comitato di 10, 20, 30 o 40 anni fa si nota che purtroppo molti problemi sollevati allora sono ancora attuali oggi. Questo per i noti problemi legati ai deflussi minimi o massimi, inquinamenti, uccelli predatori, ma anche per una gestione mai al passo coi tempi, ne allora ne oggi.


Una diversa concezione della pesca e una diversità di vedute che è sempre stata in contrasto con la Federazione Ticinese di Pesca ci ha spinti nel 2012 a richiedere l’indipendenza. In breve tempo la nostra richiesta è stata accettata dal Consiglio di Stato che ha promosso il nostro Club a “partner ufficiale per l’acquicoltura e la pesca” nel nostro Cantone. Grazie a questo dal 10 luglio 2012 le nostre richieste non devono piú essere vagliate dalla FTAP ma possono essere inoltrate direttamente al Dipartimento del Territorio e poi discusse dalla commissione consultiva per la pesca nella quale, ora, siamo membri riconosciuti. Questo permette ai nostri soci, da ormai 5 anni, di staccare la patente Cantonale con l’associazione al Club. Grazie a questo il numero di soci in 5 anni è praticamente triplicato passando da circa 90 a oltre 260.

Oggi, dopo 40 anni le cose sembra stiano cambiando, i giovani hanno una approccio alla pesca ed alla natura in generale decisamente diverso. Si accorgono che qualche cosa non va e sono piú attenti ai problemi legati alla nostra passione. Si rendono conto che le nostre idee sono valide e una gestione come quella portata avanti sino ad oggi da FTAP e UCP è improponibile. E’ forse giunto il momento di cambiare leggi e persone che non hanno + nulla da dare a livello gestionale, lasciando spazio a nuove idee e nuove leve per guardare come si opera nel resto del mondo moderno e soprattutto cercando di seguire la politica dettata dalla Federazione Svizzera recuperando un po’ il tempo perso.

L’augurio che ci e vi facciamo è quello di poter dare un futuro al nostro hobby, per i vostri figli e per i vostri nipoti. Perché solo il fiume ti regala certe sensazioni. Ma deve essere un fiume vivo, non un fiume sterile e privo di vita…


Attività :

Tra le varie attività che offriamo annualmente ci sono corsi di costruzione per principianti, corsi di lancio per principianti e avanzati, serate a tema, e dal 2013 anche semine di uova di trote fario e lacustri. Inoltre offriamo ogni anno gratuitamente 20 scatole Vibert biodegradabili a ogni società di pesca del Cantone che ne fa richiesta.

Per festeggiare i 40 anni del club vi diamo appuntamento a Caslano il 23 settembre 2017 presso il Museo della pesca, altre attività verranno comunicate presto ai soci del Club.


Ringraziamenti :

Concludo questo articolo ringraziando chi sino ad oggi ha lavorato e portato avanti la nostra storia. Dal primo presidente all’ultimo in carica oggi. Tutti hanno mantenuto la stessa filosofia, sono presente in comitato dal 1995 e dopo 22 anni tengo a sottolineare che se sono ancora qui è solo perché nel Club ritrovo la mentalità che ho potuto apprezzare fin dall’inizio e non è mai cambiata.

Se un giorno i vostri nipoti potranno dire di essersi divertiti lungo i nostri corsi d’acqua una parte del merito sarà anche del CLUB PESCATORI A MOSCA TICINO


Vice- presidente del Club

Palme Alessandro (Alex)


British Columbia 2015 - Canada

Caccia al mito.

Sono le quattro e mezzo di mattina, suona la sveglia, mi alzo e guardo fuori dalla finestra della mia stanza del Lodge, buio pesto … Ancora in coma bevo un caffè ed esco per guardare il cielo e capire che tempo fa e…. Nevica !! E’ il 17 aprile ma qua il clima è diverso rispetto a casa mia… Inizia l’avventura per la quale ho deciso di intraprendere questo viaggio che mi ha portato nel Nord-Ovest della British Columbia in Canada. Un viaggio di pesca ricco d’incognite poiché la grossa risalita dei salmoni avverrà solo tra poco meno di un mese e quindi l’unica preda è lei, il mito argentato dei grandi fiumi che sfociano nell’oceano Pacifico, una preda per nulla scontata e molto ambita, la Steelhead.  

In quest’occasione non m’interessava prendere tanto pesce e non m’interessava nemmeno rischiare di fare un clamoroso cappotto. La cosa a cui tenevo davvero era di avere almeno un attimo di lotta e poter  tenere tra le mani uno  di questi pesci leggendari. 

La guida mi aspetta nel parcheggio del Wall Mark di Terrace alle cinque e trenta, quindi faccio colazione, controllo canne, mosche e mulinelli, infilo i Waders e prendo le chiavi del “truck” che l’amico Francesco del Deep Creek Lodge mi ha messo a disposizione. Arrivo con circa dieci minuti di anticipo e mentre sto fumando “la prima” arriva Darren col suo fuoristrada e canotto caricato sull’asse posteriore. Mi dico … finalmente ci siamo ! Inizia l’avventura vera e propria e dopo circa mezz’ora di strada arriviamo al fiume. Il Kitimat, un corso d’acqua stupendo e famoso a livello mondiale per la pesca di salmoni e Steele (nome abbreviato per  Steelheads). Caliamo in acqua gommone e attrezzature senza dimenticare il pranzo nella borsa frigo amorevolmente preparata la sera prima da Sara la moglie di Francesco.  

Darren, (la guida) remi in mano ed il sottoscritto seduto a prua, con la canna a due mani pronta, iniziamo la discesa verso i posti migliori (le pool) secondo l’esperienza della guida.  Il tempo passa, le soste lungo il fiume pure e la mia tecnica di lancio con queste canne enormi inizia piano piano a essere più sicura e precisa, ma niente pesci … e sono già passate circa tre ore, nemmeno una “tirata”.  Malgrado questo vedo che Darren non si lamenta, continua a ridere e scherzare sicuro del fatto suo, ed io penso … “vabbè, vorrà dire che il posto giusto non lo abbiamo ancora raggiunto”… e si continua.

Passa ancora circa un’ora e si avvicina la pausa di pranzo quando arriviamo in una pool stupenda che sembra fatta apposta, un lungo raschio con acqua alta circa settanta centimetri e una corrente dolce quasi tranquilla, l’ideale per la sosta di questi pesci durante la loro risalita verso i posti di frega. Darren m’indica dove lanciare, sempre in direzione della sponda opposta il più vicino possibile all’argine in modo che la mosca possa affondare velocemente e poi scorrere verso valle “battendo” il maggior spazio possibile. Allora mi piazzo e inizio col solito rito, primo lancio, secondo lancio, relativi recuperi  e due passi verso valle, primo lancio, secondo lancio relativi recuperi e due passi verso valle… Avanti cosi sino a quando non si è sondata tutta la pool.  Arrivo in fondo alla pool e niente, Darren nel frattempo ha già scelto un grosso tronco come tavolo per il pranzo e sta togliendo dal gommone la borsa-frigo.

Decido di ritentare la sorte, anche se la fame inizia a farsi sentire e mi sposto verso monte a inizio della pool. Al terzo lancio con la coda di topo ormai quasi parallela all’argine sul quale mi trovo accade il miracolo !! Sento uno strattone micidiale e la coda di topo mi sfugge di mano direzione centro fiume…. È LEI !! Inizia la lotta e dietro di me sento gridare REEL REEL !! Significa recuperare col mulinello. Io eseguo prontamente con la paura di spaccare, cosa cavolo vuole che recupero con un treno attaccato e il filo già teso all’impossibile ?? Comunque eseguo e poi vedo un siluro uscire dal fiume con un balzo che mi toglie il fiato…. Il mulinello canta come un ossesso e la frizione da il meglio di se, rischio di finire tritato sotto i piedi in caso contrario….

Dopo la terza fuga il pesce inizia a mollare e riesco ad avvicinarlo a me, la guida si fa avanti col guadino e PRESA !!! Ho rotto il ghiaccio ! La prima vera Steelhead della mia vita posso fotografarla e stamparmela nella memoria. Un pesce di circa 6 chili, argentato e fresco di risalita. Dopo le foto di rito riprende la sua libertà ed io ancora carico di adrenalina abbraccio Darren e andiamo a mangiare. Tremo come una foglia al vento…

Termina il pranzo e si prosegue con la caccia. E si … quella alla Steelhead è una caccia vera e propria, devi cercarla, stanarla e indurla a prendere la tua mosca. Non esistono regole fisse che t’indicano quando e dove il pesce abboccherà, puoi passare giornate intere senza sentire o vedere nulla e altre dove con l’aiuto di parecchia fortuna nel  trovarti al posto giusto nel momento giusto ti capita di prenderne anche due, tre o cinque. Ed è questo quello che è capitato quel giorno. O meglio… 3 le ho prese e due le ho perse, anche a causa (ma va benissimo cosi) del divieto assoluto di utilizzare ami con ritegno. Aggiungo che la Steelhead è un pesce protetto e vige l’obbligo del Catch & Release.

La mia vacanza è poi proseguita per un totale di dieci giorni dei quali otto dedicati alla pesca, con un bottino finale di dodici pesci presi, più altri scappati e persi. Ma quel primo giorno è stato davvero unico, coronato da un esemplare maschio di circa otto chili, con una livrea stupenda a indicare che si trovava nel fiume già da un po’ di tempo.  Ricordo indelebile anche quello riguardante due pescate in compagnia di Francesco sull’alto corso del fiume Kalum, in un ambiente assolutamente selvaggio e temperature che alla mattina presto rasentavano lo zero.

Ci sarebbero altre mille cose da scrivere e raccontare ma mi soffermo solo un attimo per descrivere la sensazione che si prova quando raggiungi un obiettivo come questo. Ti rendi conto che queste sensazioni dovrebbe provarle ogni pescatore che si reputa tale, specialmente se pesca a mosca.  Che un anno di risparmi e sacrifici per potersi permettere un viaggio dall’altra parte della terra non sono stati vani. E questo anche per avere la possibilità di vedere e vivere in mezzo ad una natura unica e spettacolare. Le aquile dalla testa bianca simbolo degli Stati Uniti d’America le vedi in pratica tutti i giorni e non è raro incontrare alci orsi castori e altra fauna selvatica.

Per noi ticinesi la cosa è anche un po’ facilitata dal fatto che a Terrace c’è la famiglia Guerriero che conosce molto bene la nostra realtà e sa bene cosa ci si aspetta da un viaggio come questo.  Nulla è garantito nella pesca alla Steelhead ma provare ne vale la pena credetemi. Comunque, se decidete di andare in estate, la pesca è sicuramente più “facile” per la presenza dei salmoni.

Per informazioni e qualsiasi dettaglio fate capo al sito www.deepcreeklodge.com

Un saluto a tutti

Alex P.

Breve intervista per una mozione assurda...

Titolo : “Con la sua mozione Regazzi ha cercato solo di prendere i voti dei pescatori. Ma si sbagliava”

Alex Palme, vicepresidente del Club Pescatori a Mosca Ticino, il Consiglio Federale ha respinto la mozione del Consigliere Nazionale Fabio Regazzi (PPD) sulla pesca con ardiglione sui corsi d’acqua. Cosa ne pensa?
Sono d’accordo con la decisione presa dal Governo. Ormai il Ticino era probabilmente l’unica zona dell’Europa a praticare questo tipo di pesca sui corsi d’acqua. Allinearsi con le regolamentazioni internazionali è la cosa giusta da fare.

Ma quali erano i problemi della pesca con l’ardiglione sui corsi d’acqua?
Il pescatore che prende un pesce con l’ardiglione impedisce lo sfilamento del pesce. Questo vuol dire che non si possono ributtare in acqua i pesci di piccola taglia, a meno che non li si rovini. Con quel tipo di pesca non si rispettano le specie protette, i pesci di piccola taglia, così come gli individui ecologicamente importanti per le popolazioni naturali.

Il Consiglio Federale però non elimina del tutto questo tipo di pesca.
Esatto, nei laghi non vige ancora l’obbligo. Ma soprattutto in quelli artificiali i pesci di pronta cattura sono anche il 90% del totale. Questo vuol dire che difficilmente vengono ributtati in acqua, evitando loro una tortura ingiustificata.

Come mai Regazzi ha sostenuto con così tanta convinzione questo tipo di pesca?
Beh è periodo elettorale, poteva essere una buona mossa per avere i voti dei pescatori… Comunque a mio parere è stato spinto dalla FTAP, che però l’ha coinvolto in una causa persa. Anche perché capita spesso di parlare con molti loro affiliati ed è palese che la maggior parte di loro non vogliono più praticare questo tipo di pesca.

http://www.mattinonline.ch/con-la-sua-mozione-regazzi-ha-cercato-solo-di-prendere-voti-dei-pescatori-ma-si-sbagliava/

Canada 2014

Settembre 2014. A pesca ospiti del Deep Creek Lodge di Francesco Guerriero e famiglia. Per leggere l'articolo ==>> Clicca qua !

FTAP: una proposta contro di noi !

Vedi CPMT, bollettino "sedge" numero 22 ==>> Clicca qua !

Articolo scritto da F. Guerriero sul viaggio in Svezia 2011

Vedi CPMT, bollettino "Sedge" numero 19 ==>> Clicca qua !

Colorado 2009 : non solo Flyfishing...

Vedi CPMT, bollettino "Sedge" numero 16 ==>> Clicca qua !

Trasferta in Slovenia maggio 2008

Vedi CPMT, bollettino "Sedge" numero 11 ==>> Clicca qua !

USA 2007 : dalla California al Wyhoming

Vedi CPMT, bollettino "Sedge" numero 9 ==>> Clicca qua !

Tirolo austriaco a Gerlos

Vedi CPMT,  bollettino "Sedge" numero 6 ==>>  Clicca qua !

Montana : la patria della Pesca a Mosca

Vedi CPMT, bollettino "Sedge" numero 4 ==>>  Clicca qua !

Articolo sul "Corriere del Ticino" del 3 aprile 2010

Articolo sul "Corriere del Ticino" del 30 ottobre 2010

Sul CdT del 20 ottobre Raimondo Loca­telli ha scritto riguardo alla bocciatura da parte del Gran Consiglio della mozione Gy­sin. In realtà la proposta è stata accettata con la modifica della misura delle trote da 30 a 28 cm qualora lo studio in atto dimo­stri che nel martoriato fiume Ticino esiste ancora un minimo di riproduzione natura­le. L'iniziativa dei Verdi è sicuramente una provocazione motivata dal completo im­mobilismo che dura ormai da almeno 10 anni da parte della FTAP per quel che ri­guarda la protezione della trota fario nel no­stro principale fiume. Locatelli si fa porta­voce della Federazione. Non conoscendo probabilmente tutti i retroscena della pe­sca la sua opinione non può essere ogget­tiva. Avrebbe dovuto sentire le due campa­ne. Anzi ne dovrebbe sentire almeno tre: i Verdi, la FTAP e i pescatori a mosca. Per que­st'ultima categoria mi permetto di ripren­dere alcuni passaggi del suo scritto. Alla cri­tica sulla presunta filosofia del catch and re­lease , rispondo che questa metodologia è considerata ormai in tutta Europa in Ame­rica e Oceania l'unica in grado di preserva­re i pesci e la pesca. Ovunque meno che in Ticino dove esiste ancora una mentalità fer­ma all'Ottocento. È provato in maniera scientifica che se tale tecnica viene pratica­ta col metodo della mosca il danno per il pe­sce è praticamente nullo. Di qui la distin­zione proposta dai Verdi. Per la salute del fiume è meglio rilasciare un pesce in per­fetto stato (un po' stordito ma che si ripren­derà presto) o un pesce in congelatore? Lo­catelli dice che l'iniziativa è stata lanciata senza interpellare la FTAP. E cosa doveva­no chiedere alla FTAP, se questa federazio­ne non ha mai ascoltato i consigli proposti dai pescatori a mosca con tanto di suppor­ti scientifici, frutto di studi da parte del­l'Ufficio caccia e pesca pagati da tutti i con­tribuenti? Nell'ultimo bollettino della Fe­derazione a pagina 43 viene scritto chiara­mente che l'unico apporto valido per la po­polazione di trote del Ticino è la riprodu­zione naturale e che i 200.000 avannotti im­messi annualmente non servono pratica­mente a nulla. Questo è scritto sul bolletti­no della FTAP! Questo i pescatori a mosca lo dicono da almeno 10 anni. Il che signifi­ca: soldi dei contribuenti buttati via per an­ni. Quindi se la misura minima di 24 cm non serve è ora di alzarla e subito almeno a 30 centimetri. Va anche detto che parallela­mente si deve diminuire subito il numero di catture giornaliere permesse da 12 a 4. Col limite attuale la FTAP e l'UCP agli occhi di esperti e pescatori del resto del mondo fanno la figura dei cormorani. Concludo lo scritto invitando Locatelli ad un dialogo co­struttivo con tutte le parti e non solo con chi per primo lo ha interpellato.

Pescatori  a mosca indipendenti nella gestione della pesca.

Viaggio in Toscana

 Vedi CPMT, bollettino "Sedge" numero 2 ==>> Clicca qua !